Come superare le paure e gli stati d’ansia al tempo del Covid19? Intervista rilasciata a #LiveSocial per RadioNews 24

È importante partire dalla premessa che chi sta rispondendo a questa domanda, che pervade i pensieri della popolazione globale, sono Psicologi e Psicoterapeuti, figure professionali fino a poco tempo fa temute, evitate, ancora poco comprese. Bisogna quindi iniziare a chiarire un punto: la pandemia internazionale e le problematiche ad esse connesse pongono le persone a interrogarsi, a riflettere su loro stesse, a guardarsi dentro. Il tempo della paura è anche il tempo dell’introversione. Ecco che siamo quindi chiamati a scendere in campo come Professionisti, a sostegno della comunità in un compito che è considerato arduo, e che per l’appunto di solito è evitato: guardarsi dentro, prendere contatto con ciò che c’è dentro ciascuno.

Ci viene richiesto “come fare ad affrontare la paura? Come gestire l’ansia? Come superare lo stress?”. 

Quando qualcosa ci fa paura, il nostro cervello risponde in due modi, attaccando o fuggendo, cioè affrontando la situazione o scappando via da essa.  Ma come fare quando ciò che fa paura è la paura stessa? Un primo importante passo è cercare di conoscere queste paure, nominarle ad alta voce e dar loro una forma. Le paure che ci pervadono in questo periodo sono la paura del contagio, della morte, la paura di non poter salutare i nostri cari, di stare loro vicini nel momento del distacco, la paura di non sapere cosa ci aspetta in futuro. Si ha paura di perdere un affetto, una persona, perdere il lavoro, perdere le certezze. Un primo passo per affrontare la paura è appunto quella di darle un nome, poterci dialogare, ascoltarla e non evitarla. Scappare dalla paura significa evitare di prendere contatto con essa e cercare di essere invulnerabili, comportamento che ha un effetto controproducente e ci porta a essere maggiormente fragili ed esposti alla paura stessa. Come accettiamo la gioia e possiamo dire ad esempio “Oggi sono proprio felice perché sono uscito a fare una passeggiata!”, così è importante poter dire ad esempio “Ho paura di perdere quella persona, quella persona mi manca molto”.

È importante inoltre tener conto dell’atteggiamento che ciascuno assume di fronte alle problematiche “covid-correlate”: tendete a sottovalutare o sopravvalutare i problemi che si stanno ponendo? Il sottovalutare può lasciare in uno stato di tranquillità, come per proteggersi stando in una bolla, mentre il sopravvalutare i problemi può portare ad un’iper-attivazione con conseguente sensazione di allerta, paura, fino al panico. È bene quindi trovare un equilibrio tra questi due atteggiamenti, cosa che ci porta a considerare quanto sia basilare conoscere gli eventi che ci circondano e barcamenarsi nella vastità delle fonti attraverso cui ci si informa, fonti che possono essere più o meno attendibili. Le buone pratiche consigliate dall’Ordine Nazionale degli Psicologi per la gestione delle fonti durante questa emergenza sono:

  • evitare la ricerca compulsiva di informazioni;
  • usare e diffondere fonti informative affidabili:
  • ricordarsi che si sta vivendo un fenomeno collettivo e non personale, ossia che non si è soli e che una certa paura che si sta vivendo,può essere vissuta anche da altri. Parlarne con persone di fiducia è bene, così come può essere utile rivolgersi a un Professionista.

E se condividere le paure può essere un bene, bisogna tenere conto dell’effetto del contagio collettivo, ossia cercare di non farsi influenzare da informazioni poco certe, dalle correnti di pensiero paranoiche, persecutorie, complottiste, che non favoriscono la capacità critica individuale. LeBon in Psicologia delle Masse descriveva l’effetto che si verifica in un individuo quando sta in una massa, sottolineando come sia facile scivolare nel conformismo, perdere il senso umano la capacità critica appunto che contraddistingue ogni individuo come diverso dall’altro, proprio per la capacità del pensare. 

Quando la paura diventa ansia? L’ansia ha di per sé una caratteristica anticipatoria, per cui ciò che accade è la tendenza a immaginarsi degli scenari, solitamente negativi, che portano ad un’eccessiva attivazione sottocorticale del circuito della paura, che diventa così incontrollabile. Uno dei classici comportamentisti di inizio secolo, come Wolpe direbbe “Smetti di immaginare la scena e rilassati”, e noi siamo d’accordo: a cosa serve preoccuparsi eccessivamente per il futuro, immaginando esiti apocalittici su eventi sui quali non si ha il controllo?

Ecco che paura, esposizione al contagio psicologico, disinformazione, ansia anticipatoria, uniti ai fattori della vita quotidiana come l’incertezza sulla salute, sulle condizioni di lavoro, la paura di perdere le abitudini che caratterizzavano la normalità prima del manifestarsi dell’emergenza sanitaria, questi sono tutti fattori che portano ad una condizione distress. Allo stato attuale è possibile ipotizzare che la maggior parte della popolazione abbia sperimentato sintomi stressogeni nel periodo della Fase 1, e la Comunità scientifica si sta da settimane adoperando per monitorare questi sintomi, soprattutto per quanto riguarda le figure sanitarie impegnate nella gestione e nella cura del covid. Come affrontare lo stress? Questa domanda trova risposta nella comunità: è importante cercare supporto in famiglia, nelle persone care, nei Professionisti. Evitare la solitudine e cercare dialogo e supporto nell’altro. Le iniziative professionali nate in questo periodo sono molteplici, anche il nostro Centro di Psicoterapia aderisce alla campagna #psicologicontrolapaura, promossa da CNOP, offrendo un primo colloquio di consulto gratuito. 

Parlare dei sentimenti sperimentati in questo periodo è un primo passo per affrontare l’elaborazione della perdita. Abbiamo detto che la perdita può avere a che fare con un lutto importante, con il lavoro, con la perdita di certezze sul futuro, ma non bisogna sottovalutare nemmeno la perdita delle abitudini e di quella che ognuno considera “la propria normalità”, poiché questa è una situazione in cui improvvisamente, per fattori esterni ci si trova deprivati della disponibilità di accedere a tutto ciò che prima faceva sentire sicuri e appagati, dalle relazioni, ai beni e servizi, che completavano la nostra esistenza.

Un’ ulteriore riflessione su come superare le paure e gli stati d’ansia al tempo del Covid19 ci porta a parlare di “Involuzione vs evoluzione”: ci si chiede quale sia la cosa giusta da fare, se cercare di tornare indietro alla normalità in cui si trovava ai tempi pre-covid oppure guardare avanti e cambiare qualcosa. Dal punto di vista psicologico ogni essere umano ha tendenze conservative, Bateson ci parla di omeostasi come della tendenza a mantenere un equilibrio esistente. Ciò che sta accadendo sta rimettendo in discussione ogni equilibrio, dall’individuo alla famiglia, dalla società al governo, da un singolo Paese al panorama internazionale. Un cambiamento è richiesto, tornare indietro non si può, sarebbe altamente involutivo. 

E se cambiare non è affare facile, noi sosteniamo che questo sia anche il momento di scoprire a fondo la propria resilienza: i tre fattori determinanti sono il controllo, la sfida e l’impegno. Ci si deve chiedere: “posso controllare la situazione?”, “posso trarre qualcosa di buono?”, “posso impegnarmi per ottenere nuovi obiettivi?”. Cercando di dare risposta positiva a questi tre quesiti è possibile mettere in campo la propria resilienza.

Infine, dopo aver parlato di sentimenti e pensieri, parliamo anche del “curare con le mani”: quante cose si possono fare con le proprie abilità e competenze? Quante se ne possono scoprire? L’essere umano è creativo, ed è attraverso la creatività che è possibile superare i problemi in maniera nuova ed originale.

Concludiamo con una citazione presa in prestito dal Mahatma Gandhi: “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”. 

Valentina De Rocco

Per il Centro di Psicologia e Psicoterapia Biella

Fonti:

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https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca-e-tecnologia/area-salute-sul-lavoro/rischi-psicosociali-e-tutela-dei-lavoratori-vulnerabili/covid-19-gestione-stress-e-prevenzione-burnout.html

Bateson, G., Verso un’ecologia della mente, Milano, Adelphi, 1977

G. Le Bon, Psicologia delle masse, TEA Editore, 2004

J. Wolfe, Life without fear, 1988

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