Etica e deontologia – mi faccio gli affari tuoi: Perché? Come?

“No io dallo Psicologo a raccontare i fatti miei non ci vado”.

“E se poi li racconta a qualcuno?”.

“Dallo Psicologo ci vanno i matti”.

“Allora poi saprà tutto di me”.

Ecco alcune idee frequenti che ronzano in testa prima di decidere se andare o meno dallo Psicolog*. Idee che diventano freni alla motivazione iniziale di portare avanti una richiesta di aiuto. E così la buona intenzione di fare un gesto di amor proprio e regalarsi un percorso psicologico viene accantonata. 

“percórso, s. m. [der. di percorrere, formato sul part. pass. percorso]. – 1. a. Il fatto di percorrere, di compiere cioè uno spostamento da luogo a luogo, a piedi, o con un mezzo di trasporto” (da dizionario Treccani online). 

Chiariamo questo primo punto: andare dallo Psicologo richiede un movimento “da… a”, si va fisicamente (o di questi tempi anche online) spostandosi dai propri luoghi sicuri verso un luogo che è colmo di incertezza. E già qui ci si chiederebbe “chi me lo fa fare?”. In secondo luogo il percorso lo si fa con il/la Professionista, muovendosi insieme in territori inesplorati della mente, della vita e dei ricordi. Che fatica… quasi quasi è più facile correre la Maratona il mese prossimo! 

Nessuno ha detto che sia semplice. E nessuno ha mai detto che non sia faticoso. Ma quello che è possibile dire è che ogni Psicolog* e Psicoterapeuta ha un codice deontologico a cui si ispira e a cui si attiene rigorosamente. 

Se ve lo volete andare a vedere lo potete trovare qua: https://www.psy.it/consiglio-nazionale-ordine-psicologi-codice-deontologico-degli-psicologi-italiani

Il Codice è uno per tutti in tutta Italia, senza modifiche né interpretazioni.

Parlare di Codice ci riporta a due aspetti: l’Etica e la Deontologia. 

L’etica dello Psicologo è l’insieme delle norme e dei valori che guidano l’operato del professionista.

La deontologia dello Psicologo è l’insieme delle normative pratiche che il professionista deve seguire e che sono regolate dall’Ordine degli Psicologi.

Questo ci aiuta a rispondere alle domande frequenti, le FAQ del candidato cliente dello Psicologo, quello che voleva telefonare per risolvere un problema, un malessere, un momento di crisi, ma poi si è bloccato perché gli sono balenate quelle domande. 

“No io i fatti miei non li racconto, e se poi li racconta a qualcuno?”. Questo ci riporta a quello che tutti conosciamo come segreto professionale (Artt. 11-12-13): L’art.11 del CDPI stabilisce che “Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate.”

“Dallo Psicologo ci vanno i matti”: lo Psicologo può fare attività diagnostica, per esempio attraverso la somministrazione di test, e questo ha lo scopo di comprendere il funzionamento psicologico della persona. Lo fa concordandolo con il cliente e comunicandone i risultati in un rapporto di fiducia e nella tutela del cliente stesso (Art.25)

“Allora poi saprà tutto di me” (Art.3) citiamo: “Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità.
In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace.
Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; pertanto deve prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici , al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, e non utilizza indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale.
Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.”

Perché scriviamo tutto questo? Perché sta nella nostra Professionalità  trasmettere una cultura del benessere, informando le persone dei nostri doveri professionali, predisponendo un terreno di fiducia, che sta alla base del rapporto terapeutico. 

Queste sono le regole che creano la cornice per quel che accade tra due persone, il cliente/paziente e il professionista, in un clima di trasparenza, fiducia e rispetto. 

Per maggiori informazioni potete rivolgervi a 

centropsicoterapiabiella@gmail.com

Dott.ssa De Rocco Valentina 

per Il Centro di Psicologia e Psicoterapia Biella

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